Rowen's profileFrammenti di vitaPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
|
October 29 Angel's LullabyEccomi qui con una piccola flashfic sui pensieri di Edward. Spero vi piaccia.
Angel’s Lullaby
Lasciai scorrere le dita sui tasti d’avorio del pianoforte e quasi come un incantesimo, la più dolce delle melodie iniziò a prendere vita. Chiusi gli occhi, non avevo bisogno di leggere lo spartito, quella melodia la conoscevo meglio di tutte le altre. Il resto della famiglia si allontanò e rimanemmo solo io e Bella. Aprii gli occhi e le feci cenno di sedersi accanto a me. Continuai a suonare. Lei mi guardava incantata, come poteva non avere paura di un mostro come me? Come poteva restarmi accanto con tanta facilità? Mi amava? Era possibile? La risposta la trovavo nei suoi occhi color nocciola senza fondo, pieni di tutte le cose del mondo. Quella melodia parlava di lei, di tutto ciò che taceva eppure riuscivo a scorgere, di tutto quello che riusciva a comunicarmi con un semplice sorriso. Di tutto quello che le tacevo, perché avevo troppa paura… paura, un sentimento strano, che solo quando la persona che ami più della tua stessa esistenza dipende dalle tue decisioni, da un tuo gesto troppo repentino, si manifesta con tutta la sua forza. Eppure in quel momento stavo bene, mi sentivo in pace, come non lo ero mai stato. Avrei voluto che potesse essere così per sempre, ma non era possibile. Solo ai dannati era concesso di varcare la soglia della morte e di continuare a camminare in eterno. Le note scorrevano tranquille, come me, come noi. Ci sono momenti in cui non conta nulla, non conta il passato, non conta il futuro, solo il presente. Dovevo smetterla di pormi quesiti impossibili, dovevo godere di ogni attimo. Con calcolata lentezza suonai le ultime note enfatizzate dal dolce silenzio che ci circondava. Le più malinconiche, le più incerte. Erano note crepuscolari avvolte nella penombra dell’incertezza, ma, non era detto che dovesse finire col buio. Finché ci fosse lei, la mia eterna mezzanotte non sarebbe avvolta nelle ombre, perchè avrei avuto la mia luce, la mia anima. Il mio Angelo. September 03 My MoonLa mia prima poesia ispirata a twilight spero vi piaccia ^^
BUONA LETTURA!
La luce che rischiara la mia eterna notte.
Tu che sei la mia anima... migliore di quella che ho perso un secolo fa. Tu che sei la mia stella, la mia meteora ... e fra poco sarai la mia luna. La mia bellissima luna bianca e fredda. Ma non mi importa, perché so che sarai con me per sempre. Anche saremo dannati in due, ma non mi importa. Perché potrei essere ovunque, essere chiunque. Ma non m'importa... perché tu sarai con me. Anche se non sarai più fragile, anche se non sarai più rossa d'emozione. Anche se forse ti dimenticherai di me... Io ti resterò affianco... all'inizio sarà dura, ma ce la farai amor mio. Perché tu sei la luce che rischiara la mia eterna notte. Tu che eri la mia stella, la mia meteora... tu che sei la mia luna. Tu che sei il mio sogno più bello. L'unico che vale la pena vivere, perché sarà eterno e bellissimo. Come te mia dolce luna. August 23 Insieme sempre. Per sempre. - Isabella
Anche se tanto non legge nessuno, posto anche il racconto dal punto di vista di Bella
BUONA LETTURA!
Isabella
Quel giorno tornai più tardi del solito dal lavoro. E questo per me era solo un bene, meno tempo passato a non far nulla meno rischiavo di pensare a lui. Quando varcai la soglia di casa Charlie era sul divano, letteralmente immerso fra i cuscini << Bella?>> << Sì Charlie, sono io >> Appesi la giacca nell'ingresso e andai in cucina. << Scusami Bells ma avevo fame e tu non tornavi.>> Buttai il resto della cena di mio padre nell'immondizia << Tranquillo papà, tanto non ho fame.>> Lavai il piatto sotto lo sguardo attento di Charlie, che si era appoggiato allo stipite della porta << Bella tu non hai mai fame... >> Non risposi. Feci per andare in camera mia ma Charlie mi prese per un braccio << Ascoltami Bells devi mangiare. Non ti reggi in piedi >> Mi divincolai con uno strattone. << Smettila Charlie, sto benissimo... >> Mentii << Isabella! Non devi continuare così, non ce la farai. Edward non c'è più basta! >> Mi voltai verso di lui, le lacrime che avevo sempre cercato di trattenere... aveva pronunciato il suo nome... << Finiscila Charlie! Sto benissimo! 'Notte !>> Iniziai a salire le scale, sentii Charlie chiamarmi, ma non gli facevo caso. Io non volevo sentire. Solo le sue ultime parole mi giunsero << Così morirai Bells...>> Era proprio quello il mio scopo... morire. Perché la mia unica ragione di vita mi aveva lasciato. Nessuno può vivere senza il proprio cuore, nessuno può vivere senza la propria anima. Ed io, Bella Swan, avevo perso entrambi. Camminavo a testa china, oramai era un'abitudine. Non volevo vedere il resto del mondo, perché non era con me. Non volevo vedere nessuno, perché nessuno poteva essere lui.
Aprii di scatto la porta della mia stanza. Un fascio di luce gialla illuminò il parquet della camera. Mi chiusi la porta alle spalle. Lì era l'unico posto dove potevo liberarmi, dove potevo piangere, disperarmi senza dover indossare quella maschera di apatia che ero stata costretta a costruirmi. Nella mia stanza, in quello che restava di casa Cullen e nella... nostra.... radura. Alzai il capo e guardai la finestra chiusa. Avevo iniziato a piangere quasi senza accorgermene. I singhiozzi risuonavano cupi nel silenzio della stanza. Mi avvicinai alla finestra e l'aprii. Mi sedetti sul davanzale anche se pioveva a dirotto – tanto per cambiare. Per un attimo sperai davvero di vederlo davanti a me, sperai che mi avrebbe presa e ancora prima di rendermene conto di trovarmi sul mio letto stretta contro il suo petto di marmo. Ma come purtroppo sapevo, non accadde nulla. Scesi dal davanzale, lasciando però la finestra aperta. Mi sedetti a terra e continuai a piangere più forte di prima. << Maledizione... >> Mi ero dimenticata che il giorno prima ero caduta dalle scale... Ma lasciai perdere quel dolore... e mi concentrai sull'altro. L'unica cosa che mi aveva lasciato, oltre ai meravigliosi ricordi con i quali mi tenevo in vita. << Edward...>> Non so perché pronunciai il suo nome, perché per me era un tabù. Una parola che portava con se troppi... troppi ricordi bellissimi e terribili per il mio fragile cuore. Sussultai sentì un refolo di vento accompagnato da un profumo che non era quello comune della pioggia. No, era qualcosa di troppo buono, troppo bello e troppo impossibile per essere umano. E fu proprio questa convinzione a spaventarmi. No, non può essere lui... pensai. Mi strinsi a me cercando di non frantumarmi alla prossima folata di vento.... mancava poco ormai, me lo sentivo. << Edward... >> pronunciai ancora il suo nome fra i singhiozzi tanto sarebbe finita presto mi dicevo... tanto vale velocizzare i tempi no? Che male c'era in fondo? Adoravo il suono del suo nome...<< Bella...>> Smisi di singhiozzare e rimasi immobile. Quello certamente era solo un sogno... era impossibile che Edward fosse accanto a me.... eppure la sua voce era diversa da quella dei miei sogni... perché era un milione di volte più bella e dolce. Come il miele dei suoi occhi, mi sembrava quasi di vederli... Mi girai lentamente, avevo paura, una paura tremenda... che scoprissi che quello fosse davvero un sogno. Quando fui completamente girata lo vidi. Era lì davanti a me con una strana espressione dipinta sul volto. Non è possibile descrivere cosa provai in quel momento. Non riuscii a fare altro che rimanere immobile, sicuramente non respiravo neanche... o forse sì ma poco... ecco forse lui era solo un'allucinazione. Lo guardavo, ma senza vederlo realmente. Ricominciai a piangere muta. Sorrisi debolmente. << Alla fine sono morta d'avvero... finalmente...>> Potevo essere solo morta, non vi erano altre spiegazioni plausibili. Continuavo a guardarlo incantata, come davanti ad un sogno meraviglioso. Lui taceva. Perché non parlava? Perché non mi faceva sentire la sua bellissima voce? Alzai una mano tremante. Esitavo. E se avessi scoperto che era davvero solo un sogno? Che lui non era vicino a me? Poi con estrema lentezza e delicatezza posai la mano sulla sua guancia liscia e fredda. No, non era possibile! Era lì reale davanti a me.... sono morta non ho più dubbi.<<Non ci speravo quasi più... Charlie e Jake ci resteranno secchi, ma non m'importa...>> Ero con Edward, anche se sicuramente non era reale perché lui non poteva morire... << ...almeno tu sei con me... anche se sicuramente non sei reale, non m'importa... sei tu quello che vedo...>> Non ci credevo neanche io... ma d'altronde era meglio di nulla... << Bella >> Fece una pausa << tu non sei morta >> Chiusi gli occhi per godere di quel suono tanto amato, certo non era come la sua risata cristallina, ma era sempre meglio di nulla. Ed io sapevo bene cos'era il nulla. Tornai a guardarlo. << Non ci credo, perché altrimenti non avrei avuto il mio angelo accanto.... Ti amo>> Era troppo, troppo bello per essere vero. Anche se lui non mi corrispondeva non m'importava nulla. << Anche io ti amo >> Disse << Sono proprio morta non ho dubbi...>> << Ma ... >> Lo interruppi con un gesto della mano, per quanto amassi sentirlo parlare << Se tu dici che mi ami posso solo essere morta >> Sorrisi debolmente. << Bella, tu sei ancora viva >> mi sfiorò la guancia per asciugarmi alcune lacrime. In quel momento sentii come una scossa, come se una piccola scintilla di vita fosse tornata nel mio piccolo corpo martoriato dalle sofferenze << E poi, anche se tu fossi morta, io non potrei mai essere accanto a te >> Staccai la mano dal suo volto e la posai sulla sua. Chiusi gli occhi. << Bugiardo >> mormorai << Isabella >> Fu strano sentire pronunciare il mio nome per intero da quella voce di velluto << Tu non sei morta. Io sono qui accanto a te...>> << Non è possibile...>> << Davvero, Bella non sei morta...>> Riaprii gli occhi e per la prima volta lo guardai veramente. Sgranai gli occhi che in un attimo si riempirono di lacrime. Gli gettai le braccia al collo e lo strinsi forte, in un abbraccio che avrebbe soffocato un comune essere umano, ma non lui... non il mio vampiro. << << Non andare via ti prego... ti supplico, non lasciarmi... non ti chiederò di trasformarmi se non vuoi... non andare...>> Ripetevo incessantemente contro la sua spalla. Mi strinse a se, sicuramente molto meno di quanto avrebbe voluto. << Resterò con te, tranquilla... resterò con te...>> Quando l'avevo abbracciato il mio cuore, morto da un anno aveva ricominciato a battere frenetico come da troppo tempo non faceva. I mille frammenti di me si ricomposero come se nulla fosse mai stato. Rimanemmo lì immobili, per un tempo che per me era stato infinito. Nulla aveva senso se non lui, che finalmente mi stringeva. Che mi baciava i capelli. A mio malgrado sciolsi l'abbraccio, anche se sapevo che non mi sarei allontanata a lungo. Lui non mi permise di muovermi neanche di mezzo millimetro. Ma ovviamente non erano quelle le mie intenzioni. Lo baciai con foga, con me non mi aveva e non avevo mai permesso di fare. Ma lui non si scostò come avevo temuto. Ricambiò il bacio con la stessa mia foga. Quando ci staccammo, sempre e comunque troppo presto anche lui aveva il fiato corto. Mi strinse nuovamente a se << Perdonami... perdonami... >> Continuava a mormorare. Ma io l'avevo già fatto, già da quando l'avevo sentito pronunciare il mio nome, già da quando avevo sentito nuovamente il suo profumo. << Non lasciarmi più... >> Dissi << Mai, starò con te per l'eternità >> Aveva deciso quindi, mi avrebbe trasformata. Soffocai a stento la gioia che provavo, quindi lui sarebbe rimasto con me... << ... sempre se lo vorrai ancora >> Aggiunse in fretta. Sorrisi << Sempre. Per sempre.>>
July 28 Insieme sempre. Per sempre
Ciao a tutti, questa piccola one.shot è isirata twiligh ^^.
BUONA LETTURA! Edward
Avevo deciso di tornare, nonostante le avessi promesso di non interferire più nella sua vita. Ero solo, solo Alice sapeva che mi trovavo a Forks e che ero lì per vedere se lei fosse felice. Se avesse fatto come le avevo chiesto, se era riuscita a vivere una vita normale… Ma era inutile illudermi, in fin dei conti sapevo che, appena l’avessi rivista avrei implorato il suo perdono, in ogni modo. Perché la mia esistenza senza di lei non era nulla, non lo era mai stata.
Quando arrivai a casa Swan era ancora presto Mi sedetti su un ramo che dava sulla finestra della sua stanza - come circa due anni prima quando ancora non sapevo di amarla. La camera era ovviamente vuota. Sicuramente sta sistemando la cucina, pensai con malinconia. Nel ripensare a quando ero ancora con lei, quando magari l’aiutavo – nonostante rifiutasse in ogni modo il mio aiuto- non potevo fare altro che sorridere tristemente.
Non sapevo cosa avrei fatto appena l’avrei rivista. Se fosse stata felice? Se si fosse rifatta una vita? Se veramente fosse riuscita a vivere senza di me? Queste domande mi assillavano già da parecchi giorni, da quando avevo deciso di ritornare per rivederla almeno un’ultima volta. Alla fine mi decisi. Se l’avessi trovata felice, sarei rimasto tutta la notte a vegliare su di lei. Come avevo sempre fatto. Almeno per l’ultima volta. Ma se non fosse stata felice? Se non fosse cambiato nulla da quella sera nella foresta? Ero rimasto con lei fino a che Sam Uley non l’aveva trovata. Pensavo, speravo che sarebbe passata. Che dopo lo shock iniziale sarebbe ritornato tutto come prima. Come prima che le rovinassi l’esistenza. Prima che la sua ultima ora scoccasse…
All’improvviso la porta della stanza si aprì, squarciando con una lama di luce gialla, l’oscurità della camera. Poi la porta si richiuse e fu di nuovo tutto buio. Io ovviamente riuscivo a distinguere ogni minimo particolare. Perciò quando rividi quella cascata di capelli scuri il mio corpo fu scosso da un fremito. Dopo quasi un anno la rivedevo finalmente. I miei ricordi non le avevano mai reso giustizia. Era mille volte più bella. Dio quanto mi era mancato il suo volto. Il fatto di rivederla era un piacere fisico. Vederla lì, reale e a pochi metri da me mi dette un sollievo inimmaginabile. E’ viva, sta bene… La vidi alzare lo sguardo verso la finestra, e fu allora che vidi i suoi occhi. Erano sempre scuri e bellissimi, però se prima erano espressivi e profondi. Ora erano vuoti, senza espressione… Mi sentii morire. Mentre guardava la finestra la sentii singhiozzare. Avanzò verso l’imposta e la spalancò. Nonostante piovesse a dirotto rimase sul davanzale a guardare fuori. Riuscii a scorgere per il più breve degli istanti una minuscola scintilla di speranza nei suoi occhi, ma si spense presto. Ero certo che non mi potesse vedere, ero nascosto fra le foglie e la pioggia fitta rendeva vaghi i contorni d’ogni cosa. Sospirò. Dette le spalle alla finestra e si lasciò cadere sul pavimento. I singhiozzi ricominciarono più violenti di prima. E io mi sentii nuovamente morire. Per quanto poteva essere impossibile per un vampiro, provare dolori così forti e umani io ci riuscivo. E queste sensazioni mi dilaniavano l’animo. << Maledizione… >> La sentii mormorare. Strano, lei non imprecava mai. << Che sciocca che sono… >> Sentii il desiderio di entrare e stringerla forte a me. Ma non so cosa mi fermò… << Edward… >> Sussultai. Fu come quando la sentii pronunciare il mio nome nel sonno per la prima volta. Questa volta nulla mi fermò. In un attimo mi trovavo seduto sul davanzale. Solo in quel momento mi accorsi che non stavo respirando. Respirai profondamente, cercando di non fare rumore. La vidi sussultare. Mi dava le spalle e non si era ancora accorta della mia presenza. Il suo profumo non era cambiato. Era sempre buonissimo. Quanto mi era mancato! Quanto ogni singolo suo gesto mi era mancato da morire! << Edward… >> Mormorò nuovamente il mio nome. Io non resistetti più. Non m’importava nulla se mi odiasse, se mi avrebbe mandato via a suon d’imprecazioni e parolacce. Scesi giù dal davanzale. In quel momento desideravo solo poter stare con lei, almeno per l’ultima volta. << Bella >> Sussurrai. Sapevo che mi aveva sentito. Perché ad un tratto i singhiozzi terminarono e nella piccola stanza scese il silenzio. Si girò lentamente, quasi con paura. La capivo, in fin dei conti era logico averne… Quando si voltò del tutto, la sua reazione fu tutto fuorché prevedibile. Rimase ferma, immobile, quasi non la sentivo respirare. Mi guardò ma senza vedermi realmente. Il suo volto iniziò a rigarsi di lacrime. Sorrise debolmente. << Alla fine sono morta davvero… finalmente… >> Quelle parole mi lasciarono basito. Perché pensava di essere morta? Ma soprattutto, perché “ finalmente ”? Continuò a guardarmi. Io ero incapace di proferir parola. Mi detti dello stupido. In quel momento dovevo parlare. Dopo tutto il tormento patito riuscivo solo a stare in silenzio. Lei alzò una mano tremante. Esitava. Poi con estrema delicatezza e lentezza la posò sulla mia guancia << Non ci speravo quasi più… Charlie e Jake ci resteranno secchi, ma non m’importa… >> Altro shock. Come non le importava di come avrebbe potuto sentirsi Charlie dopo la sua morte e poi chi era Jake? Mi detti dello stupido. Ero stato io stesso a dirle di rifarsi una vita, di dimenticarmi. Sicuramente quello era il suo nuovo ragazzo… << … almeno tu sei con me … anche se sicuramente non sei reale, non m’importa… sei tu quel che vedo… >> Che cosa stava dicendo? Quelle parole non avevano senso… << Bella… >> Finalmente riuscii a parlare << tu non sei morta. >> Lei chiuse gli occhi per un attimo, per poi tornare a guardarmi << Non ci credo, perché altrimenti non avrei avuto il mio angelo accanto… Ti amo. >> Mi definiva un angelo e diceva di amarmi, dopo tutto il dolore che le avevo inferto. Dopo che l’avevo lasciata perché pensavo che fosse la cosa più giusta… Non meritavo tutto questo amore… << Anche io ti amo >> << Sono proprio morta… non ho dubbi…>> << Ma…>> Non mi fece finire la frase << Se tu dici che mi ami, posso solo essere morta >> Che stupido che sono stato << Bella, tu sei ancora viva. >> Le sfiorai la guancia e le asciugai alcune lacrime << e poi >> aggiunsi << anche se tu fossi morta, io non potrei mai essere accanto a te >> Staccò la mano dal mio volto e la posò sulla mia. << Bugiardo…>> << Isabella >> Fu strano pronunciare il suo nome per intero << Tu non sei morta. Io sono qui accanto a te…>> << Non è possibile…>> << Davvero Bella, non sei morta… >> Riaprì gli occhi e per la prima volta mi guardò veramente. Sgranò gli occhi, che in un attimo si riempirono di nuove lacrime. Mi gettò le braccia al collo e mi strinse forte a se << Non andare via ti prego… ti supplico, non lasciarmi…non ti chiederò di trasformarmi se non vuoi... non andare...>> Continuava a ripetere contro la mia spalla. Io la strinsi forte a me << Resterò con te, tranquilla… resterò con te… >> Se fossi stato capace di piangere sicuramente l’avrei fatto. Quando mi aveva abbracciato finalmente mi sentii di nuovo intero, completo e felice. Felice come solo una volta in cento anni d’esistenza ero stato. Non so per quanto tempo restammo lì, sul pavimento. Nulla aveva più senso e forma all’infuori di noi. Se Charlie fosse entrato probabilmente non ce ne saremmo neanche accorti. Sciolse l’abbraccio, ma io non le permisi di allontanarsi troppo da me. Ma a quanto pare non era sua intenzione. Mi baciò con foga, come non le avevo mai permesso di fare, perchè temevo che non sarei riuscito a controllarmi. Ma non m’importava niente del fatto che io fossi un vampiro e lei un’umana, la mia cantante. Ricambiai il bacio, lei era la mia vita, l’anima che non avevo più. Quando mi staccai per lasciarla respirare anche io avevo il fiato corto. La strinsi nuovamente a me << Perdonami… perdonami… >> Continuavo a mormorare. << Non lasciarmi più >> << Mai, starò con te per l’eternità >> E dicevo sul serio, non m’importava più niente, sarebbe stata mia, per ogni singolo giorno dell’eternità. << Sempre se lo vorrai ancora… >> Mi affrettai ad aggiungere << Sempre. Per sempre >> July 15 La vita è un'opera di teatro
June 26 Senza TitoloGoccia dopo goccia, lentamente. Ti verrà tolto, come tu lo togliesti a vittime ingiuste. Con calma, con estrema freddezza e immane dolore. Goccia dopo goccia, sospiro dopo sospiro la tua tortura è iniziata. In cuor tuo sapevi, sapevi cos'era che imbrattava la tua vita. Che non sarà più vita. Goccia dopo goccia, ti verrà tutto restitutito, con dolore e sofferenza. A poco a poco la tua anima indegna brucerà. Non rimmarrà più nulla di ciò che eri... di ciò che sei. Con lei perirà il tuo futuro che in realtà non è mai esistito... E' stata tutta una mera illusione frutto di ingordo potere. Goccia dopo goccia, il tuo sangue bagnerà la terra acconto al tuo corpo, ormai privo di forza e fuoco. Colpa dopo colpa coloro che uccidesti verranno da te a reclamare ciò che tu hai tolto senza indugio. Goccia dopo goccia, la pioggia cadrà sui resti martoriati di un uomo che non fu mai abbastanza umano o che umano non fu mai. Sospiro dopo sospiro, verrai dimenticato. Nemmeno nell'ombra scura qualcuno avrà paura. Perchè goccia dopo goccia la tua esistenza è svanita. June 18 twilightTWILIGHT Di tre cose ero del tutto certa. Primo, Edward era un vampiro. Secondo, una parte di lui - chissà quale e quanto importante - aveva sete del mio sangue. Terzo, ero totalmente, incondizionatamente innamorata di lui.
<<Hai proniunciato il mio nome>> Amminse. Sospirai rassegnata <<Tante volte?>> << Quante sarebbero precisamente " tante"?>> << Oh no!>>, chinai la testa. Cercò di consolarmi, stringendomi al petto dolcemente, con naturalezza. <<Non prendertela con te stessa>>, mi sussurrò in un orecchio. << Se fossi capac di sognare, sognerei te. E non me ne vergogno>>
Posai la guancia sul suo petto marmoreo. non sentivo che il suo respiro. << Così va bene>>, sospirai, chiudendo gli occhi. Con un gesto molto umano, mi abbaracciò e avvicinò il viso ai miei capelli.
<< Ma dai! sei palida come un fantasma...anzi, sei pallida come me!>> <<Cos'hai sentito?>>, mi uscì con un tono lamentoso. I suoi occhi dorati mi sfioraono con uno sgurdo dolce. << Hai detto che mi amavi >> << Lo sapevi già >>, dissi, chinando la testa. << Però è stato bello sentirlo >> Affondai la faccia nella sua spalla. << Ti amo>>, sussurrai. << Tu sei la mia vita, adesso>>. << Così il leone s'innamorò dell'agnello>> << Che agnello stupido>> << che leone pazzo e masochista>>
Tutto il libro è bellissimo! Queste sono solo alcune citazioni =) April 05 MareGiorni d'inverno con il mare in tempesta
Il vento spinge le onde sugli scogli
Sembra quasi una danza,
Una danza pericolosa
le onde si muovono fluenti
Il vento le sfiora ma non le tocca.
E quando finirà le onde
continueranno a infrangersi sugli scogli
Un altra volta e un altra ancora.
E' così dalla notte dei tempi
e così sarà fino all'alba dei giorni.
Rowena
April 04 FineCado all'inidietro e vado a finire nel ruscello, l'acqua cristallina si tinge di rosso:"Niniel! Santo cielo Niniel rispondi!!" A cosa dovevo rispondere, non lo so non sento nulla o forse sì... ma è così lontano...ho freddo, più di quanto avessi mai provato e un dolore lancinante al fianco, credo non lo so più...ora non c'è dolore, non c'è freddo...non c'è niente, non sento neanche il mio corpo...forse sto morendo, beh non è poi così male, sono serena, c'è silenzio, se solo non fosse per quel sussurro disperato, forse è un grido ma è lontano, troppo per essere udito...sono nel buio, lo stesso che mi accoglie ogni giorno poco prima di svegliarmi, peccato che non accadrà più. VentoVento
Soffio leggero di poteri dimenticati,
Carico di storie e leggende.
Solo e vacante in questo mondo.
Libertà! Liberà! Sembra gridare
Dall'alto del suo mondo.
Fiero e battagliero
Delicato e carezzevole
D'unica cosa mille volti.
Porta sogni, speranze, sorrisi, profumi
Da ogni dove.
Unico compagno fra i boschi dimenticati
Dove uomini e donne soli cercan verità.
E' un cavaliere errante che cerca avventura
E dopo divien cantastorie per chi lo sa ascoltare.
Accarezza le foglie, passsa foreste
Sfiora le onde, solca oceani.
E poi su, sempre più su
Fino all'infinito cielo.
Rowena |
|
|